mercoledì 9 luglio 2014

Recensione manga: Medaka-Box

Cover del 1° numero



Medaka-Box ad una lettura dei primi numeri sembra uno dei tanti shonen-battle (e nemmeno uno granchè) che tanto vanno di moda su riviste alla Jump, ma questa prima conclusione è totalmente errata in quanto fondamentalmente è uno shonen-battle che però si differenzia nell'essere una Estrema parodia del suo genere di appartenenza.





Dopo i primi numeri si inizia ad intravederne la sua vera natura e cioè il prendere per i fondelli in maniera esagerata tutti quei manga che tanto vanno di moda ai ragazzi dove personaggi a caso si menano per motivi più che altro scemi e che vengono riciclati ogni volta, dove una volta battuto un nemico ne arriva un'altro più potente che richiede un power-up e così all'infinito, in medaka box tutto ciò viene preso talmente in giro in maniera estrema al punto da divertire anche chi di solito non ama che il suo bs preferito venga criticato.










Non è così scontato :)



Il manga in questione è pieno di citazioni da altri manga più famosi, ci sono tantissimi personaggi tutti caratterizzati benissimo e mai nessuno viene messo nel dimenticatoio, personaggi eccentrici al limite dell'assurdo che però riescono ad farti provare affetto nei loro confronti e ti vien voglia di tifare per loro nonostante sia tu che loro sappiate benissimo che non vincerà contro "la protagonista", non è un caso che un personaggio in particolare sia stato nominato tipo "il miglior personaggio maschile degli ultimi tempi" e tutti quelli che l'han letto sanno a chi mi riferisco.











Medaka-box è un manga divertente, appassionante e che non poteva che essere ideato da quel geniaccio di Nisioisin, personalmente mi piace il suo stile di scrittura e nonostante la mole ti testo che è presente in MB
Questo però è un caso raro
non mi sono mai annoiato leggendo la marea di dialoghi, anzi li ho goduti e per me hanno arricchito il valore di tutto il manga.





Davvero a volte dopo aver voltato una pagina a caso ti ritrovi talmente sorpreso da quanto avvenuto che ti sembra di aver ricevuto un pugno da Medaka e subito scoppi a ridere, credetemi se dico che pochi altri manga ti regalano sensazioni del genere.

http://z.mhcdn.net/store/manga/5859/14-130.0/compressed/q130.img000016.jpg?v=11327022253

Concludo dicendo che è un manga da provare e che dopo 22 numeri vi scenderà una lacrimuccia sapendo che le avventure di Medaka&company siano finite.


Stan

mercoledì 2 luglio 2014

Mortal Kombat


Da bambino ero follemente innamorato di Mortal Kombat.
Ricordo ancora quando, a dieci anni, il mio compagno di classe mi disse che da Gustavo (il bar vicino alle scuole) era arrivato un nuovo videogioco con gli attori veri. Che gli attori erano Bruce Lee, Van Damme, la tipa di Lady Dragon e il tizio che spara fulmini di Grosso guaio a Chinatown.
(la signorina Lady Dragon in realtà si chiama Cynthia Rothrock. Un mito vivente)

 (la Sonya Blade/Lady Dragon del primo Mortal Kombat)

(la Sonya del film che rubò il mio cuore di dodicenne)


All'epoca questi quattro personaggi erano la cosa più bella a cui l'umanità potesse arrivare.
Poi c'era il vero protagonista: il Sangue. Perché un bambino di dieci anni dietro una testa che viene staccata con un pugno ci vede Arte. Io guardavo oltre alla mera violenza alla quale l'occhio adulto si fermava. Una spina dorsale sfilata come un calzino era puro genio.
Poco importava se quando i corpi esplodevano uscivano otto femori e sei clavicole. Per quanto mi riguardava l'anatomia umana era così, se Mortal Kombat aveva deciso questo.
All'improvviso Street Fighter 2 ti sembrava una cosa da bambini (bambini di sette anni ovviamente, io ne avevo dieci).
Passai una intera estate a finanziare la Midway a son di 500 lire. Poi finalmente si avverò un sogno. Sfogliando ConsolMania lessi che Mortal Kombat (il mio adorato Mortal Kombat) sarebbe uscito anche per Master System. Non ci potevo credere. Ma la cosa più incredibile è che fu anche una bella conversione. Considerando i limiti tecnici del mio ormai vecchiotto Master System II si può dire che fecero un ottimo lavoro. C'era davvero tutto: sangue, fatality, musiche, sangue...e ancora sangue. L'unica delusione era non vedere Kano (che all'epoca era il mio personaggio preferito) e il non poter buttare giù gli avversari dal ponte (che, sempre all'epoca, era l'unica fatality che al bar riuscivo a fare). Ma la grafica, per la mia console a 8 bit, era sorprendente.
L'anno seguente fecero un lavoro ancora migliore con la conversione di Mortal Kombat 2. Tanto che mi chiesi come mai la Capcom non facesse uscire una versione per Master System anche del suo famoso Street Fighter 2.

Se, io bambino di allora, avessi voluto dare un voto a Mortal Kombat per Master Systen penso che ci avrei rifilato un bel:
VOTO: 60.000 lire (di mamma e papà)

Al nuovo Mortal Kombat 9 invece oggi rifilo:
VOTO: 27€
Perché il Mortal Kombat duemilaeundici è proprio un bel giocone. Indubbiamente il più bello della serie. I personaggi sono veloci e si muovono bene. Le mosse sono semplici prese una a una ed è subito chiaro che la vera abilità sta nel riuscire a concatenarle una dietro l'altra. I nuovi stage sono straordinari e quelli ripresi dai vecchi capitoli della saga sono magigi.
Ma soprattutto il nuovo Mortal Kombat possiede quella cosa che io chiedevo da una vita ad un picchiaduro: UNA STORIA. Una storia degna di nota perlomeno e quest'ultimo capitolo ne sfoggia una davvero suntuosa e mai vista prima d'ora così. Capace, prima di tutto, di rendere protagonisti tutti i personaggi. Seconda cosa, sono riusciti a dare un senso logico a tutti e tre i primi capitoli originali. Spiegando anche i vari cambi di costume.
Un gioco che se fosse uscito vent'anni fa per il mio Master System l'avrei votato così:
VOTO: 19.000.000.000 di lire
Anche se forse l'avrei visto così


Vi lascio con una chicca. Quando dicevo che la signorina Cynthia Rothrock è un mito vivente avevo le mie ottime ragioni. A voi lo spettacolo



e poi anche questa chicca 



domenica 29 giugno 2014

Sine Requie - breve avventura per iniziare

Spesso è difficile per un master iniziare a giocare un nuovo gioco di ruolo.
Ci leggiamo il manuale e mille idee frullano per la testa. Così tante idee che poi non si riescono a far uscire con un filo logico.
Ma è qui che vi vengo in aiuto io.
Volete iniziare a giocare a Sine Requie? Volete partire con una storia breve, ma che faccia calare i vostri amici nella giusta atmosfera di terrore?
Siete nel posto giusto.

Per prima cosa scaricate questa breve storia già pronta:

sinerequie.roseandpoison.com/download/La%20Villa.pdf

è una breve storiella che venne utilizzata a Lucca 2003 come dimostrazione per Sine Requie. Anch'io l'ho utilizzata con i miei amici come prima avventura. Però ho voluto aggiungerci qualche elemento per insaporire il tutto.

Uno dei miei amici (che chiameremo P) voleva ad ogni costo interpretare un licantropo. Solitamente è sbagliato dare a uno dei giocatori dei poteri esagerati. Rischi di rendere il gioco troppo facile, ma soprattutto gli altri giocatori si incazzano perché hai fatto dei favoritismi.

Così feci iniziare l'avventura in questo modo.
E' notte e ci troviamo in un piccolo paesino (italiano, tedesco, spagnolo, decidete voi).
M e F (i nomi degli altri due giocatori) stanno facendo il turno di guardia. Ad un certo punto sentono delle grida provenire dalla casa di P.
Corrono verso le urla e, una volta arrivati davanti alla casa, trovano P inginocchiato e completamente ricoperto di sangue. Intorno a lui tutta la famiglia di P morta trucidata, come se una belva disumana fosse entrata in quella stanza nel cuore della notte.
P sostiene di non ricordare niente (e infatti P non ricorda niente), ma ovviamente tutto il villaggio lo accusa del massacro.
M e F sono così incaricati di portare P poco fuori al villaggio per giustiziarlo. Se il vaticano o il Reicht venissero a sapere di questo strano evento di sicuro manderebbero qualcuno ad indagare. Tutto il villaggio è d'accordo sul far sparire le tracce al più presto.

La prima scena si apre così: dentro il furgone che sta trasportando il condannato a morte si trovano P ammanettato e davanti a lui ci sono M e F che gli puntano rispettivamente una pistola e un fucile in facciaFuori una pioggia fortissima.

Senza farmi vedere a questo punto ho dato un bigliettino a M, dicendogli che la sua pistola aveva un solo proiettile. Contemporaneamente ho dato un altro bigliettino a F con scritto che il suo fucile era completamente scarico.
Il bello di Sine Requie è che anche un solo proiettile se usato bene ti può salvare la vita da uno zombi. Ma anche un fucile scarico può intimidire un altro essere umano, l'importante è non farlo sapere al nemico che hai di fronte.

Ad un certo punto del breve viaggio, a causa della forte pioggia, il furgone esce di strada e si ribalta andandosi a schiantare contro il muro esterno di una vecchia casa (che sembra disabitata).
I tre protagonisti sono costretti e proseguire a piedi. Ma tre zombi, attirati dalla confusione, sono spuntati dalla strada e si stanno avvicinando verso i miei amici (vi ricordo che in Sine Requie anche un solo zombi può essere una bella minaccia se sei disarmato).
Davanti a loro una casa dove forse possono trovare rifugio.
divertimento per tutta la famiglia

La cosa più divertente a questo punto dell'avventura è vedere come M e F non vogliano far capire che le loro armi sono scariche o quasi. Ma la cosa in assoluto ancora più divertente è vederli indecisi se liberare P oppure no (i miei amici hanno lasciato il condannato a morte ammanettato per quasi tutta l'avventura. Costringendo P a fare numeri da acrobata per riuscire a salvarsi dagli zombi).

I tre protagonisti entreranno dentro la villa e qui inizia l'avventura che vi ho fatto scaricare. Dove, da un lato abbiamo gli zombi, dall'altro lato abbiamo un licantropo ammanettato che potrebbe incazzarsi in qualsiasi momento.

Se siete uno di quei master che ama interpretare anche un personaggio giocante (io spesso lo faccio) potete decidere di salvare l'autista del furgone nell'incidente.

Buon divertimento :)

giovedì 26 giugno 2014

Amici Podcast

Quasi nessuno li conosce o sa cosa sono, eppure i podcast sono una delle cose più belle che ci ha portato l’internet. Una via di mezzo tra la radio del futuro e le mitiche radio libere degli anni ’70.

  Nel mio vecchio lavoro era vietato ascoltare la radio. Otto ore al giorno davanti a un computer in silenzio, senza nemmeno l’accesso ad internet. L’unica fonte musicale era la mia collega che ogni tanto fischiettava una canzone.
Mi licenzio, trovo un nuovo lavoro, ricevo un ufficio tutto per me e UNA RADIO. Nel 2009 potevo finalmente ascoltare la radio al lavoro. Era un sogno. 
Passo un paio di mesi felici, ascolto di tutto. Alla mattina mi affeziono a qualche programma, ma al pomeriggio il nulla. Nessuna trasmissione interessante.


Poi, una sera un mio amico mi dice che ci sono dei ragazzi che vogliono fare una rivista di videogiochi per il web, che sono in gamba e che stanno cercando dei grafici che li possano aiutare. Che uno di questi ragazzi conduce anche un podcast di videogiochi.
La rivista chiamava Player Magazine e il podcast era RingCast.
Dal primo ascolto di RingCast è stato subito colpo di fulmine, un amore così grande che per più di un anno ho ascoltato a rotazione (ogni giorno, per otto ore al giorno) gli stessi 40 episodi. Ero arrivato al punto di conoscere ogni frase e battuta a memoria. Ovviamente, dopo un anno con un solo podcast, mi sono fatto coraggio e come un piccolo pulcino spaventato mi sono tuffato nel piccolo mare dei podcast...e ho iniziato a nuotare. 

Vi sviolino ora una lista dei miei podcast preferiti (con tutti i link per ascoltarli):

-RingCast (penso sia stato il primo podcast di videogiochi a nascere in Italia. Sicuramente è quello che ha tracciato la strada a tutti gli altri podcast del genere)





-Free Playing (podcast di videogiochi e chiacchere in libertà. Ogni martedì un nuovo episodio)

-The Gamefathers (il podcast dell’angolo di Farenz)

-Wiskast (analisi e sciorinate simpatiche sui videogiochi)

-RetroCast
-Outcast
-Gaming Effect
-Arsludicast

-Fumble (podcast non di videogiochi, ma di Dungeons & Dragons carta e matita)

Ciliegina sulla torta potete trovare gran parte di questi podcast tutti belli riuniti su PodRadio. Una specie di radio che a rotazione continuata trasmette podcast per la maggior parte a teme videoludico.
  Buon ascolto.

ilCodolo

lunedì 23 giugno 2014

Bambini e Videogiochi

Qualche giorno fa una mia amica (classe 1982) ha scritto su Facebook che ai suoi figli non comprerà nessuna Wii e nessuna Playstation. Che certi giochi uccidono la fantasia dei bambini.
Premesso che con mi sono di certo messo a dire alla mia amica come deve crescere i suoi figli, anche perché credo ne sappia molto più di me. Credo anche che un bambino non muoia se non può giocare con Super Mario e company.
Pur avendo io una grande passione per i videogame, posso capire benissimo i dubbi di un genitore che, probabilmente, ha sempre visto da lontano un pad.
Anzi, un genitore che non conosce bene i videogames spesso fa solo danni, perché vede i videogiochi come un ammasso uniforme. Ci sono videogiochi per adulti e videogiochi per bambini.

Però quando ripenso a me bambino questo è uno dei ricordi:
  Sole, io sulla bicicletta che pedalo su una strada asfaltata immersa nei campi. Sulle spalle lo zainetto con dentro il Master System 2. Non ho ancora undici anni. A guardarmi non ho un solo muscolo, eppure pedalo così forte che mi sembra di guidare su una moto. Mi inclino sulle curve, le pennello. Non mi fanno male solo le gambe, ma anche le braccia da tanto stringo il manubrio. Ancora un chilometro, sto per battere il mio record. Penso che nessun bambino di dieci anni sia mai riuscito a percorrere quella strada di sei chilometri così velocemente, solo io la conosco così bene.

Sto correndo a casa del mio amico, ci facciamo un pomeriggio solo di videogiochi. Io porto il mio caro Master System 2, ma a lui hanno appena prestato un Super Nintendo con la cartuccia di Street Fighter 2. Ancora non mi sembra vero, posso giocare a SF2 senza spendere neanche una moneta.

Pedalare fino a farmi esplodere i muscoli faceva già parte della passione dei videogiochi.
L’esperienza videoludica non era relegata al momento in cui premevo il tasto START, ma iniziava molto prima, dal momento in cui salivo in sella alla mia bici.
Battere il record di velocità, scappare dai miei inseguitori immaginari. Era un po’ come lo sbloccare degli achievement oggi.


Ogni estate la stessa scena si ripeteva, fino quasi ai vent’anni, quando la bicicletta era praticamente il mio unico mezzo di locomozione. Prima con un Master System 2 in spalla, poi con una Playstation e infine con un Gamecube. La storia era la stessa, pedalavo a casa dell’amico.


ilCodolo

sabato 21 giugno 2014

I 5 giochi che consiglieresti a te stesso bambino


Facciamo finta di riuscire a tornare indietro nel tempo e di avere la possibilità di passare un giorno in compagnia di noi stessi all'età di dieci anni. Dopo avergli detto quali errori non fare, quali scelte compiere, con quale ragazza provarci. Dopo aver fatto tutte queste cose quali sarebbero i cinque videogiochi che faremmo vedere a noi bambini per stupirci.

Io ho stillato la mia lista. Non sono i miei cinque giochi preferiti, ma sono quelli che se avessi visto a dieci anni avrei sognato per giorni e giorni.



TEKKEN 3

A 10 anni ho visto per la prima volta Street Fighter 2 e fu amore a prima vista, tanto che ancora mi ricordo quella prima partita. Ma se avessi visto Tekken 3 probabilmente avrei avuto il mio primo orgasmo



METAL GEAR SOLID
la saga

Metal Gear mi sarebbe piaciuto anche a dieci anni, poche storie. Magari non avrei capito bene la trama, ma vuoi per le cut scene, vuoi per i personaggi così carismatici, avrei giocato e rigiocato ogni capitolo tre volte.


FINAL FANTASY 8

A giocarlo oggi mi farebbe sicuramente cagare, ma quando è uscito avevo 16 anni e lo amato (almeno il primo cd, poi la storia a iniziato a incartarsi su se stessa). A 10 anni probabilmente mi sarei procurato un cicatrice in faccia per essere più figo.

FALL OUT 3


Lunghe passeggiate solo col mio cane, in un mondo desolato post atomico...era come speravo fosse il paradiso a 10 anni.


GEARS OF WAR 1


"Tu e un amico potete insieme BOOOOOM e poi fate anche TATATATATATATA e KAAAAABOOOOOOOOM fighissimo!!!"
Questa sarabbe stata la mia recensione a 10 anni del primo Gears of War.


Questi i miei primi cinque giochi. Poi ce ne sarebbero molti altri, ma moooolti altri.
Ma senza dubbio questi cinque sarebbero quelli che gli/mi regalerei per primi.

I vostri quali sono? Scriveteli qui nei commenti :)


ilCodolo








giovedì 19 giugno 2014

Nostalgia Canaglia


Praticamente chiunque a questo mondo in un modo o nell'altro ha dovuto subire l'influenza che la Nostalgia ci fa subire, quella specie di magia che rende le cose del passato piene di lucine colorate e che sembrano tipo la cosa più bella del mondo, un esempio perfetto è la Scuola.


Il luogo dove ogni ragazzo "normale" si rifiutava di passare il tempo in maniera categorica, una volta finita diventa il paradiso in terra, il luogo dove ti divertivi con gli amici e in cui ogni giorno era una "festa".... quando invece era tutt'altro!







Per i Gamer è lo stesso, quelli che ormai hanno una certa età si mettono in un angolo (altri invece devono gridarlo al mondo facendoci dei video) e spalano quintali di letame sui videogiochi di nuova generazione come se non ci fosse un domani, al grido "Ehh una volta si che i giochi erano belli, erano difficili, sapevano Emozionare!".




Adesso, io non voglio insinuare che i giochi moderni siano Tutti dei Capolavori o che lo fossero quelli vecchi, dico semplicemente che una volta c'erano giochi belli e fatti bene (senza bug e altri problemi) ma c'erano anche Tonnellate e Tonnellate di giochi Orribili e fatti da schifo.

C'è gente come questo qui sotto che è diventato popolare in internet, per aver mostrato come facessero schifo molti giochi dai 6bit in su e che non è una tendenza degli ultimi anni.


I videogiochi non sono mai cambiati, come una volta c'erano quelli Belli e quelli da Evitare, così è ancora oggi, gli unici a essere cambiati sono proprio quelli (di una certa età) che puntano il dito e che non fanno che ricordarsi solo le cose piacevoli o che gli davano soddisfazioni.
Oggi non siete più dei ragazzini che non sanno nemmeno saltare un tubo con un grasso panzone italiano, siete Gamer che hanno scalato torri, che hanno salvato il mondo non so quante volte, che hanno lottato contro i peggio demoni e bitch, quindi semplicemente avete gli occhi più aperti su cosa vi ritrovate a giocare.




Concludo dicendo, che questo è solo la mia opinione, ci sono giochi moderni che nonostante i difetti riescono a divertire e appassionare, così come facevano quelli di una volta, non fossilizziamoci su falsi ricordi, ma continuiamo a divertirci con la nostra passione per quel fantastico universo che sono i Videogiochi!


Peace! :)

Stan